Tema

Chi siamo

Improve and Manage è una rete di professionisti che fa consulenza su intelligenza artificiale e organizzazione. Qui scriviamo quello che impariamo lavorando: pezzi lunghi per chi questo mestiere lo fa, non per chi ne sente parlare.

Chi scrive

Prima degli articoli vengono trentacinque anni di lavoro per uno e quaranta per l'altro.

Questo blog tratta la migrazione di un ERP e gli agenti AI nella stessa serie di pezzi, e parla di collaudo tanto quanto di architettura, perché sono lo stesso problema visto da lati diversi. Le due persone qui sotto quei lati li hanno visti tutti. La pagina delle competenze elenca i lavori che facciamo; gli articoli mostrano riga per riga come ragioniamo.

Fabio Malpezzi

ERP, intelligenza artificiale, organizzazioneLinkedIn

Fa consulenza dal 2025 su ERP, intelligenza artificiale e automazione dei processi, sia per piccole e medie imprese sia per grandi gruppi, e lavora come temporary manager nelle migrazioni di sistema.

Prima ha fatto lo stesso lavoro dai due lati del tavolo, passando più volte dall'uno all'altro. Ha passato dieci anni in Microsoft come consulente per grandi clienti: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Alitalia, Barilla, Unipol, CRIF. Poi ha diretto i sistemi informativi di CRIF, TAS e Topco, e in Gruppo Euris una filiale di consulenza cresciuta da tre a sessanta persone. Dal 2017 al 2025 è stato CIO di Fabbri 1905, dove ha portato dodici società di paesi diversi su un solo ERP e ha messo in produzione modelli di machine learning per la segmentazione dei clienti e la raccomandazione commerciale.

Nicola Martelli

Architettura del software, infrastrutture, collaudo, comunicazioneLinkedIn

Fa informatica da quarant'anni, e da dodici è chief software architect: il suo mestiere è fare in modo che il software sia costruito bene, che si riesca a farlo funzionare e che si possa mantenere nel tempo, tre cose diverse che di solito vengono prese per una sola. Porta le parti che si notano solo quando qualcosa si rompe: l'analisi dei processi, il collaudo, il disegno e la revisione delle infrastrutture, l'automazione dei sistemi.

Lo stesso mestiere lo esercita fuori dal gestionale: cura le pagine della Fondazione Nino Migliori e di do ut do su Google Arts & Culture, e per l'edizione 2016 di do ut do ha seguito la pubblicazione di tre mostre sulla piattaforma, con le opere digitalizzate in tre dimensioni. Si occupa anche di comunicazione sui social, e davanti a quella platea il lavoro non cambia: decidere che cosa vale la pena dire, e in che ordine.

Fa domotica, modelli tridimensionali e fotografia, anche nell'infrarosso e nell'ultravioletto. Non è un elenco di passatempi: è la stessa pratica su materiali diversi, e serve a restare in esercizio.

Che cosa pubblichiamo

Gli articoli stanno in piedi da soli: non sono anteprime di qualcosa da scaricare.

Un pezzo esiste per dire una cosa fino in fondo. Ogni cifra dice da dove viene, e quando la fonte non è verificabile lo scriviamo. Un dato che va nella direzione opposta alla nostra tesi resta dov'è.

Gli articoli si raccolgono in serie, e dentro ognuna hanno un ordine di lettura: dal pezzo che introduce a quelli che ci costruiscono sopra. In fondo a ogni articolo indichiamo il punto in cui si è arrivati e qual è il pezzo successivo.

Da dove nascono le pagine dei concetti

Il blog si può attraversare anche per idee, oltre che in ordine di data.

Ogni pezzo si chiude con una tabella dei concetti che introduce: che cosa sono, a che cosa si legano e con quale verbo. Quelle tabelle diventano le pagine dei concetti. Nessuna è scritta da una macchina: riportano le stesse parole degli articoli, messe in forma.

Quello che sapete voi e negli articoli non c'è

L'esperienza di chi legge corregge gli articoli e li fa crescere.

Chi ha portato un sistema dentro un'azienda vera sa dove si è rotto, quanto è costato davvero, che cosa era stato dato per scontato e non lo era. Se avete un caso da raccontare, una correzione da fare o un argomento che secondo voi manca, scriveteci: ci interessa più di quanto immaginiate.